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Santa Ildegarda di Bingen

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ildegardaÈ interessante a livello storico notare come il periodo più buio per la libertà femminile fu anche il più fecondo nel creare ed evidenziare figure femminili di grosso spessore intellettuale e politico.

Se in quest'epoca definita "buia", ma in realtà densa di grossi avvenimenti e di rivoluzioni di pensiero, da una parte le donne venivano oppresse in matrimoni mai scelti e completamente dominate dalla figura di marito–padrone, è anche vero che in altri insospettabili luoghi emersero figure di grande spessore.

Monasteri e conventi, abazie furono i contesti in cui le donne del medioevo riuscirono ad emergere in un mondo decisamente maschilista: è infatti nel convento che la donna, liberata dal dovere coniugale e dalla servitù dei numerosi figli accede al sapere ed al sapere si dedica.

Non è questo il contesto per affrontare i motivi che portarono a questo fenomeno, ma è certo attraverso questa premessa che si può capire la figura della monaca Ildegarda.
Ildegarda nasce da numerosa e nobile famiglia a Bermersheim in Germania nell'Assia-Renana.
Ha dieci fratelli ed è probabilmente desinata alla vita claustrale dalla nascita.
A 5 anni comincia ad avere visioni, che d'altra parte sono tpiche espressioni dell'epoca storica, a sette viene mandata da una zia che viveva in clausura nel convento benedettino di Disiboderberg e qui viene educata, e per educata si intende introdotta alla conoscenza e all'amore per il sapere.
A quattordici anni prende i voti monacali, ma non abbraccia la clausura perché già sente forte in sé la vocazione di lavorare nel mondo in una visione scientifica.
Diviene ben presto nota soprattutto per i suoi atteggiamenti anticonformisti, è un personaggio forte e controcorrente e la sua voce intellettuale supera le mura del convento.
Si occupa di teologia, musica e soprattutto è appassionata di medicina.
Ildegarda è una giovane donna di natura fragile e cagionevole e sperimenta su se stessa l'esperienza della malattia e del dolore fisico: in straordinaria modernità di intuizione scientifica elabora una visione terapeutica che preannuncia da vicino quella della medicina olistica.
Ildegarda dice che per riacquistare benessere psico-fisico, e lei ritiene indivisibili le due posizioni, l'uomo deve attingere le energie dal mondo circostante e che la malattia dipende spesso dalla disarmonia con il mondo esterno.
È evidente anche un'anticipazione teorica rispetto alle posizioni della psicoanalisi e della psicosomatica.
Ildegarda si occupa anche di terapia e di farmacologia: è suo il più completo compendio di fitoterapia, addirittura anticipa le indicazioni della recentissima medicina di genere, personalizzando la posologia del rimedio a seconda che ad assumerlo fosse un uomo o una donna.
I suoi "rimedi" sono basati sulla teoria dei temperamenti, sul caldo e sul freddo, sull'umido e sul secco, e su un bilanciamento rispetto ad una carenza o ad un eccesso di sostanza.
Alcune delle sue intuizioni, se non tutte sono tuttora utilizzate: Ildegarda suggerisce mentuccia(menta) per l'acidità gastrica e per la nausea cumino usato largamente ancor oggi dalla scienza farmacologica, per la tosse e le malattie da raffreddamento il tanaceto ed l'estratto di foglie di salice.
Molto ancora sarebbe da trattare sulla Ildegarda medico, ma probabilmente occorrerebbe una biografia completa.
Ildegarda fu però anche altra figura e ne accennerò purtroppo brevemente: fonda il monastero di Bingen e ribalta con abilità intellettuale il concetto di vita monastica orientando anche il pensiero di Roma su una vita di predicazione aperta all'esterno ed al sociale.
Nel sinodo di Treviri il papa EugenioIII legge alcuni suoi scritti e la riconosce autorità della chiesa romana.
Donna di riconosciuta intelligenza conferisce alla pari on principi e vesovi, anticipando la posizione di Caterina da Siena, sfida Federico il Barbarossa nell'epistolario con l'amico Bernardo da Chiaravalle.
Supera i limiti del suo tempo praticando(1169-dato non accertato) esorcismo su un uomo e la pratica è tuttora monopolio maschile.
Ancora è musicologa e musicista e rimangono famose le sue Opere "O rubor sanguinis" e "Ave generosa".
Morirà a Bingen, il "suo convento" nel 1179.
Papa Giovanni Paolo II nell'occasione dell'800 anniversario la dichiara "donna forte ed esemplare" e "fiore della Germania".
Non è mai stato intrapreso nessun processo di beatificazione.

Susanna Franceschi

www.medievale.it

 

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