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Curiosando per l'Umbria

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trasimenoTesti antichi tramandano un'usanza umbra particolare: la sera dell'Epifania, nonostante i prevedibili morsi del freddo invernale, per le ragazze che dovevano trovare marito era consuetudine andarsene completamente nude per la campagna a cogliere un rametto verde d'olivo. I testi sottolineano il fatto che dovevano essere proprio nude: "così almeno dovrebbero andare perchè l'oroscopo riuscisse bene". Tornate a casa, le ragazze dovevano bagnare con la saliva una foglia dell'olivo raccolto e gettarla nel fuoco. Se, prima di bruciare, la foglia "saltellava", il matrimonio sarebbe stato prossimo; se invece la foglia bruciava senza muoversi, il verdetto era senza appello: "ogni speranza di matrimonio è perduta".

 

Gubbio è tradizionalmente conosciuta come "Città dei matti, definizione riferita alla proverbiale imprevedibilità degli eugubini. Chi aspira a ricevere la "patente di matto", una sorta di cittadinanza onoraria, deve sottoporsi a una prova: tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca "Fontana dei Matti", situata in Largo Bargello, con spruzzata d'acqua finale.

 

Il Trasimeno è il quarto lago italiano per estensione. Secondo la leggenda, il nome del grande specchio d'acqua deriverebbe dal nome del figlio del re etrusco Tirreno. Il giovane Trasimeno avrebbe conosciuto sulla riva del lago una ninfa di nome Agilla. Si sposarono, ma il loro matrimonio durò un giorno solo, in quanto Trasimeno trovò la morte annegando nel lago poco dopo le nozze. Esistono numerose versioni di questa storia: più probabilmente, invece, il nome del lago significherebbe "oltre il monte Imeno", cioè il nome di epoca preromana del monte che delimita il lago a nord.

 

Uno dei simboli di Orvieto è il Pozzo di San Patrizio, la cui costruzione iniziò nel 1527. L'opera fu commissionata da Papa Clemente VII all'architetto Antonio da Sangallo il Giovane, con lo scopo di dotare la città di una struttura che avrebbe permesso l'approvvigionamento dell'acqua anche in caso di lunghi assedi. In quel periodo, infatti, il Papa si era rifugiato nella cittadina umbra in seguito alla discesa dei Lanzichenecchi in Italia. Il pozzo è profondo 62 metri e la sua struttura è costituita da un cilindro circondato da due scale elicoidali sovrapposte e indipendenti, così progettate per rendere più agevole il passaggio degli uomini e degli animali adibiti al trasporto dell'acqua. Per i numerosi turisti che lo visitano è d'uso gettare nel pozzo la classica monetina "portafortuna".

 

Ogni anno a Norcia si svolge la "Mostra mercato nazionale del tartufo nero". La Valnerina è la zona italiana maggior produttrice di questo prelibato frutto sotterraneo, ricercatissimo dai gastronomi i tutto il mondo. Nell'antichità, Plinio il Vecchio ne parlava come di "miracolo della natura". Teofrasto lo considerava figlio delle piogge d'autunno e dei tuoni, Plutarco ipotizzò che la sua nascita fosse legata alla fusione di fulmini, acqua e terra.

 

Vicino alla tomba di San Francesco d'Assisi, che si trova nella cripta della basilica inferiore della cittadina umbra, c'è una lampada votiva la cui storia è nota a pochi. Quando Papa Pio XII nel 1939 proclamò il santo come patrono d'italia, fu accesa questa lampada con la funzione di "lampada votiva dei comuni d'Italia": ogni anno viene alimentata, a turno, da una regione italiana e quest'ultima affida il particolare compito a un proprio comune. Nel giorno dedicato al santo, il 4 ottobre, durante le cerimonie ufficiali l'olio per la lampada viene offerto dai rappresentanti della regione.

 

Nell'estate del 2009 ad Arrone, in provincia di Terni, si è svolta una manifestazione denominata "Il suono dei campanili", che ha radunato moltissimi campanari dell'Italia Centrale. E' stata una grande festa all'insegna della tradizione italiana, organizzata per celebrare il gruppo dei campanari locali che si è ricostituito dopo il completamento dei restauri del campanile della località umbra, gravemente lesionato negli anni '60 da un terremoto. Il momento clou della manifestazione è stato l'esibizione di tutti i gruppi intervenuti sul carillon delle campane messe a disposizione dai colleghi campanari di Grottazzolina (Fermo).

 

Da "Break" n. 4, novembre 2009

 

 

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